SE MI AVVICINO

In questa vita.........................................................................................11
Senza fare rumore..................................................................................12
Se mi ascolti............................................................................................13
Mi par che sia........................................................................................14
Disegno..................................................................................................15
La catena...............................................................................................16
Dove Sei?...............................................................................................17
La speranza............................................................................................18
Ritornano nuove...................................................................................19
La risposta ............................................................................................20
Profumo di pioggia...............................................................................21
Siamo noi...............................................................................................22
Disegno.................................................................................................23
Dove il tutto è nulla.............................................................................24
Troppo tardi.........................................................................................25
Penso.....................................................................................................26
Ho bisogno di Te................................................................................27
Grazie......................................................................................................28
Disegno..................................................................................................29
Se mi avvicino.......................................................................................30
Papà della luce......................................................................................31
Lungo le strade.....................................................................................32
Sarò con Te............................................................................................33
Ti cerco..................................................................................................34.
Disegno.................................................................................................35
Via dai lumi...........................................................................................36
Lascia stare..........................................................................................37
Sazia la sete.........................................................................................38
Tu rifugio...........................................................................................39
Lasciati andare...................................................................................40
Disegno...............................................................................................41
Piramidi d’amore................................................................................42
Io ci sono...........................................................................................43
Tra le tue mani..................................................................................44
Quel che conta.................................................................................45
Troverò la strada..............................................................................46
Poni il Tuo Sigillo.............................................................................47
Malerbi Lida
SE MI AVVICINO
(index) PREFAZIONE
Quando Lida Malerbi (riponendo forse in me una fiducia che non credo di meritare del tutto) mi ha inviato le bozze di questa raccolta di poesie, insieme mi ha fatto anche il gradito omaggio d’altri suoi due volumi, sempre di poesie: all’improvviso IL CIELO e IN MAREMMA. Ebbene, devo dire che, conoscendo poco l’autrice, prima di buttar giù qualcosa, oltre alle bozze di SE MI AVVICINO, ho voluto scorrere anche gli altri due volumetti. Ed è stata un’autentica scoperta. La scoperta di una poetessa che avevo sì avuto occasione di premiare in un concorso letterario per una bella lirica, ma che non sospettavo avesse al suo attivo una produzione poetica non solo vasta, ma veramente degna di nota. Ah le donne! Che tesori si nascondono anche nell’animo di quelle che restano tra le quinte, che non si agitano spasmodicamente per apparire, come oggi spesso avviene;
che ricoprono il loro ruolo, pur se modesto, con una consapevolezza, un impegno e una dedizione che spesso neanche i grandi, o coloro che si credono tali, spendono.Nella mia lunga esperienza di giurato in concorsi letterari locali ho avuto occasione di esaminare diverse migliaia di componimenti poetici, con una netta prevalenza di autori appartenenti alla cosiddetta altra metà del cielo. E debbo dire che mediamente erano i migliori, cioè, quelli in cui entravano in gioco, e sempre in positivo, i sentimenti. Lida Malerbi è senza ombra di dubbio una di queste. Nelle sue poesie si rispecchia una nobiltà d’animo ed una elevatezza di pensiero che proprio non ci si aspetterebbe di rinvenire in quella che, in fondo, non appare essere che una buona madre di famiglia, una massaia, insomma, come si diceva un tempo; una massaia tutt’altro che alienata (come direbbero certe femministe), anzi perfettamente realizzata e che è sempre con la dirazzola in mano per ripulire il suo cielo da ogni nube che voglia deturparlo offuscandolo.Risuona evidente nei suoi versi, che non indulgono mai a quella sorta di neoermetismo oggi tanto di moda, un grande, sincero amore per la vita in tutte le sue forme; nonché una gratitudine infinita per quello che Lida ha per punto fermo essere l’Autore del tutto. Un Autore che lei concepisce non (come a molti accade) sotto forma di un’indefinibile entità simile ad un grande fratello, bensì come un grande affidabilissimo amico col quale essa è in continuo, disteso dialogo.Traspare, infatti, dai suoi scritti, fra molto altro, una grande solida fede; non di quelle adagiate su convinzioni gratuitamente mutuate ed aprioristiche, ma che s’ invera come risultante d’una coscienziosa ricerca che la fa pervenire a certezze senza se e senza ma, come si direbbe nel politichese attualmente imperante. Penetrando nel suo mondo interiore, attraverso lo scandaglio dei suoi scritti, si finisce con lo scoprire una personalità che, al di là della giusta ammirazione, ci suscita quasi un sentimento d’invidia, se non per lei, per chi ha la ventura di condividere la sua vita e i suoi sentimenti. E ciò che più lascia ammirati è il nitore del sentire e una linearità di pensiero non comuni che, si badi, non sono fatti d’ingenuità e, men che meno di banalità, ma sono bensì specchio di una robusta coscienza, già matura e al tempo stesso in continuo divenire che ripeto è l’evidente portato di un’incessante e tenace investigazione psicologica, praticata dentro e fuori di sé, ed intesa come ricerca del senso della vita. La sensazione finale che se ne ricava è che la sua sia veramente un’anima “sospesa tra cielo e terra”, che aspira a congiungere, tenendo lo sguardo verso l’alto e la mano tesa ai compagni di viaggio, per dare concretezza e stabilità al senso mutevole e precario dell’esistenza. E’ la sua, una poesia che sgrana gli occhi di fronte alle meraviglie del creato, (del quale arriva a definirsi come una “fantasia”) attingendo a piene mani nella poesia del tutto: un canto che si sostanzia in un perenne inno di lode al Creatore, come un continuo grazie che sgorga spontaneo dal profondo del suo cuore. Non appaia perciò esagerato se affermo che sono le anime semplici e pulite come la sua, quelle che collaborano realmente ed efficacemente alla continuità della creazione, dando un contributo alla realizzazione di un mondo migliore, sicuramente più rilevante e positivo di quello che nella nostra tronfia supponenza recano molti di coloro che si autoposizionano come addetti ai lavori, nell’impervio e affascinante percorso della storia dell’uomo. Peraltro, come ultima considerazione vorrei dire che, specie a scorrere il volume dedicato alla Maremma, si ha modo di costatare che Lida Malerbi è una persona bene attrezzata anche dal punto di vista culturale. Una cultura forse autodidatta, ma comunque abbastanza ampia e discretamente solida. E vorrei altresì dire che, sono si, versi liberi, quelli che lei usa con spontanea disinvoltura, che però obbediscono costantemente ad un ritmo limpido ed elegante che conferisce loro una misurata e delicata sonorità. E quel che è più apprezzabile (poiché in altri autori non sempre si riscontra) mai infarciti con ostentati preziosismi letterari; mai roboanti, purtuttavia assiemati con una morfologia formale e semantica che non scade mai nel pedestre o nel trito.
Antonio Bitti

Posso dire, di essere sempre stata affascinata dal mondo della filosofia e della psicologia, con particolare attenzione per le concezioni della metafisica, tanto è vero che, con l’andare degli anni, mi sono intrufolata tra le sue branchie complicate, con l’intento d’arrivare a creare in me stessa, concetti e certezze completamente personali, sui tanti perché del mondo e della vita.
Come una testarda, tipo “se non vedo non credo” ho cominciato, (avvalendomi di varie sintesi), dalle radici più lontane, per risalire al pensiero dei grandi della storia, come Platone, Aristotele, Cartesio, Leibniz, (per dirne alcuni...)
Sono arrivata a meditare con attenzione anche le tesi di Feuerbach, di Nietzsche ed altri filosofi, i quali hanno concepito l’essenza della vita come puro fatto casuale. Soprattutto, mi sono soffermata sui vari stati d’animo che hanno caratterizzato questi personaggi lungo il corso della loro esistenza e, di certo, non si può affermare che, perlomeno gli ultimi, sopra menzionati, siano stati felici e soddisfatti delle loro convinzioni.
Allo stesso modo, non ho trascurato di riflettere sulle evoluzioni, portate a capo da Darwin: quindi. proseguite su vari campi da altri scienziati, fino alle scoperte più recenti.. Scoperte che, indubbiamente, hanno aperto le vie del progresso, ma al tempo stesso, ( causa l’orgoglio smodato dell’uomo) hanno seminato, e seminano sconcerto, in quella parte di umanità più dubbiosa e disabituata a valutare gli avvenimenti con la propria testa
Ulteriori filosofie disfattiste, abbinate alle scoperte sempre più avanzate in biologiae in scienze varie, nonché (ripeto) la superbia dell’uomo che comincia a sentirsi onnipotente, hanno la capacità d’indirizzare l’emisfero mentale umano, più razionale, verso un concetto a senso unico. Per molti individui, la vita è ritenuta un processo temporale e materiale e non un evento puntuale e deterministico
Gli atei incalliti hanno pane per i loro denti, e il dissolvimento spirituale sta per prendere il sopravvento. Il mondo delle idee è senza confini e, se non si è attenti, diventa facile farsi travolgere dal loro flusso, inquieto e contraddittorio. Eppure esistono fatti eclatanti che, malgrado tutte le grandi evoluzioni, cui stiamo assistendo, non hanno spiegazioni plausibili, se non, nel fatto che tutto è, a suo tempo, concesso
Che l’intelligenza dell’uomo, non è propria dell’uomo, ma di quella parte del Divino che, senza rendersene conto, l’essere umano racchiude in sé stesso. Solo un nucleo molto fortunato di persone, si rende conto di questa realtà speciale e, di conseguenza, agisce nel rispetto della natura e del creato, talvolta con abnegazione verso il prossimo, pago della soddisfazione di essere nel giusto e nella facoltà di sentirsi sereno.
Giunti in fase di conclusione, chi pensa come me, comprende che, probabilmente, sono l’inconscio e la sensibilità individuali a determinare convinzioni e scelte, e persino i sentimenti che, alla fine, divengono propedeutici per la serenità interiore singolare e collettiva o, al contrario, decisivi nel provocare uno scoramento che spoglia d’ogni sorta di significati questo nostro soggiorno terreno: e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Per quel che mi riguarda, posso assicurare che, più mi addentro nel pensiero dei personaggi studiati, con prevalenza verso gli atei protestanti e gli scettici, (e intanto, tenendomi bene alla larga dai dogmi o enfatismi, o suggestioni d’ogni genere, ) più cresce la mia concezione verso l’esistenza di Dio Creatore, unico e incontestabile, definitivo.. Su quest’argomento, ometto, poiché non è questa la sede adatta per certe argomentazioni, di elencare esperienze che, durante il cammino della vita, mi hanno toccata e in qualche modo aiutata ad aprire gli occhi sulla VERA VERITA
A parte i materialisti, per natura menefreghisti, che non vedono ad un palmo dal razionale nient’altro che il dio denaro e poco altro: esistono, per fortuna, anche soggetti assai diversi. Persone che, seppure confuse, hanno indici di riflessione e l’abitudine di non dare per scontate tutte le cose.
Adesso, proprio in riguardo a queste persone, bisogna ammettere che, la non possibilità a vedere, toccare e ascoltare dal vivo questo Dio meraviglioso che ci conferma la Sua Presenza in miliardi di modi, ma che non si rivela mai esplicitamente, talvolta frastorna e scoraggia.
Molti, vivono disorientati dalla carenza di una certezza tangibile. Una lacuna, che in alcuni soggetti già predisposti allo scetticismo, va a ledere la parte più precaria dell’inconscio., fin anche a disarmonizzare il pensiero. La fragilità, sommata al grido di miscredenza che si alza sempre più alto, alimenta il fulcro della predisposizione ad allontanare gl’individui da questa Luce Interiore, specialmente nel momento in cui, per alcuni, sorgono fatti particolari, atti a seminare il buio, mentre nel loro cuore si accende più forte il bisogno di ricevere un sostegno.
Prede di uno stato d’animo disorientato o indurito, si lasciano andare ad una sorta di fatalismo che toglie loro la capacità di accorgersi come, in realtà, quel Dio tempestato è vicino e pronto a rispondere ad ogni richiamo. Non comprendono che, non sono le chiacchiere raccolte per strada, ad indicare se il Bene Prezioso, cui nonostante tutto bramano, esiste davvero. Se abituati a tenere la testa in un sacco, disimparano a distinguere e soprattutto a riflettere: sicché, non si accorgono che noi, tutti, stiamo soggiornando in una scuola o purgatorio (che dir si voglia,) dove siamo arrivati per rimetterci in pari, e affrontare un sicuro, nuovo futuro.
Per questo splendido motivo è necessario non cercare lontano quel che vogliamo.
La verità è in noi stessi, e non c’è altro da fare che interrogare il nostro cuore, attenendoci ai mezzi che, via via lui consiglia, per aprire quella grande porta che si spalanca sul senso prezioso della vita. Solo così si arriva a capire il grande Mistero che tiene Dio lontano dal nostro sguardo umano.
Solo così si arriva a capire che Dio deve per forza restare nascosto,. perché se si mostrasse, alla stregua di un (seppur prezioso) Re di carne, che DIO sarebbe?
Lida Malerbi
e nonna Argentina
Signore, Tu ci hai insegnato
che in questa vita siamo di passaggio,
e che la sosta straordinaria in questo mondo
è tutt’altro che una perdita di tempo
Hai detto che imparare a vivere del giusto
è il dovere d’ogni buon cristiano,
e anche se il pane si può moltiplicarlo
non è giusto toglierlo ad altri
e farlo nostro.
Hai mostrato di saperti inquietare
se non ascoltiamo attenti la lezione
in questa scuola creata per insegnare
com’è che si vive veramente,
rispettando la natura e le creature,
anche le inferiori e le superbe,
le stupide blasfeme,
ed altresì
quelle che devono esser perdonate.
Hai acceso come un faro luminoso
l’amore nel cuore d’ogni uomo,
ma guai a chi ne spregia il senso alto
per ridurlo ad un impulso di possesso.
Infine, per mettere alla prova ogni tuo figlio
hai regalato volontà e libero arbitrio,
senza mancar per altro di avvertirlo
che può sempre inciampare camminando.
Gli hai comunque indicato come,
ad un certo punto,
trovando che ha sbagliato,
si può fermare e ritornare indietro,
in barba a quel citrullo che è il destino.
L’incredibile
si rivela sempre inaspettatamente,
quasi attendesse
soltanto un’occasione
Voce nel tempo insorge,
ma non sempre è mite,
non sempre in sintonìa con il cuore
Eppure è il sale
che ridà sapore
quando la solitudine è prigione
entro cui ci dibattiamo senza uscirne,
schiavi senza scampo
di un’indole
che non sa lottare,
prona la volontà
che non obbedisce
e pian piano si spegne
senza far rumore

Se ascolti l’Universo
cogli voci via dal tempo
che ti fan sentire un altro.
Vorrei sapere se mi ascolti
Padre,
quando la sera
il mio pensiero lascia questa terra
e s’innalza
fin dove l’immaginazione
Ti trova e Ti si affida.
Io non ho
molte cose da donarti,
se non i pensieri ancora caldi
del sole di giornata
e tutte le ombre impresse dalla vita
su quest’anima mia
inquieta e stanca.
Vorrei comunque farti capire
che ti son grata
per la vita che mi hai data,
per le persone
che mi hai dato d’incontrare,
per le cose che mi hai fatto possedere,
per le altre
che mi hai permesso di fare,
ma soprattutto,
grazie
per tutte le volte
che Ti ho sentito presente nel mio cuore.
Un profumo sottile di pioggia
m’inebria,
e mentre un raggio vagabondo
sfora la nube e accende l’erba,
un suono quieto e melodioso
di campana
incrina l’aria
e si perde in lontananza.
Ascolto rapita,
mentre un brivido insolito
mi scuote e mi frastorna.
Mi par che sia
la voce di Dio
che intona
una nenia alla natura,
ed io, creatura,
mi abbandono entro un impeto
insolito di gioia,
mentre spontanea,
dal cuore,sale dolcemente una preghiera

Se non stiamo bene
con gli altri,
non lo si sta
neanche con noi stessi.
La vita è fatta
a grappoli di cuori
che s’intersecano
entro un mosaico fantastico
per adornare il Creato.
Il sole, la luna
e l’universo intero,
sono il tappeto volante
che solleva il tutto
e lo tiene sospeso
tra la terra e il cielo.
Tenendoci per mano
l’un con l’altro,
saremo la catena
che unisce
questo mondo all’altro
Vorrei inventare
storie nuove, Signore.
Storie di popoli
e terre lontane.
Storie di mani che si tendono
le une verso le altre,
fiduciose, serene;
ma riesco a vedere
solo voli di rancore
negli occhi della gente,
bimbi che piangono per fame,
braccia ferite e volti
rigati dalle lacrime.
Odo solo il lamento
di chi non ha più voce
neanche per pregarTi.
Scopro deserti
dove dovrebbero esserci prati,
voli di avvoltoi
dove dovrebbero esserci rondini,
spari dove dovrebbero
esserci abbracci.
Senza più parole,
rimane solo il bisogno di ascoltarti.
Il buio sembra aver ragione sulla luce
e il cuore si discosta,
fremono i pensieri,
finché risale
il desiderio di pregarTi,
ma Tu, Padre mio e dei miei fratelli,
dimmi dove Sei
Ci si può assuefare
alla sconfitta,
ma la speranza non si arresta.
Forte di una vitalità
che non è sua,
aleggia in aria
in cerca di chi invoca
la sua inequivocabile presenza.
Lei non dorme
né indaga,
ma guidata
da una Mano Celeste
che la sprona,
trova e si arresta
nell’anima
di chi ne abbisogna.
Ivi sosta,
finché la vita
ritorna ad esser vita
Viene da lungi
un richiamo di campana
e scheggia il silenzio della sera.
L’anima assetata si discosta
dall’io che scalpita.
Si armonizza,
si affida alla preghiera.
La stanchezza del giorno
si allontana,
ritornan nuove
la fiducia e la speranza,
riverberi divini
che riaccendono
il fuoco della vita..
se vuoi star lontan dai guai
pensa bene quel che dici,
guarda meglio quel che fai
A Te o Divin Re,
non par ch’io sia
una ginestra che ogni vento piega,
e arresa,
che ormai non posso più
viver d’attesa,
tento un appello alla Tua cortesia
e Ti prego, con devozione,
son sincera...
( subito la coscienza grida:
“bugiarda! Lo fai per convenienza” )
di darmi una mano in questa scelta
o, magari, incoraggiarmi per altra via.
Allora, che altro vuoi che io ti chieda?
Tanto conosco bene la risposta
e rassegnata aspetto la Tua arringa
che giunge sempre
dopo breve attesa:
“Se sei ginestra, perché vuoi esser stella?”
Nella quiete della sera
solo un rumore di passi
sulla strada
intriga il silenzio.
Cammino piano
guardandomi attorno.
Le foglie cadute
hanno riflessi d’oro spento
e un filo di vento
le sposta pian piano,
rivitalizza l’abbandono,
le unisce verso il rivolo
dove un sorso d’acqua
rimasta
dalla nube appena stracciata,
le riunisce e compatta.
Qualcuno mi sfiora
e mentre in fretta si allontana
mi saluta.
La solitudine ritorna padrona
e mi assoggetta.
Sono come un’ombra senza strada,
vagabonda
in cerca di un capriccio di speranza.
Ci son persone che seminano gioia
come si semina il grano:
altre,
che il grano
lo strappano subito appena nato.
Ci son persone che col solo sguardo
san dire ti amo:
altre,
che si tengono dentro
una riserva d’odio, tale,
da avvelenare il mondo intero.
Ci son persone che dividono i pani
e le monete
per nutrire altra gente
che muore di fame:
altre,
che usano i piedi al posto del cuore
e calpestano la dignità di chi non ha niente.
Ci son persone che vogliono la pace:
altre,
che uccidono la vita e le speranze
persino in chi ha sangue del suo stesso sangue,
e non si accorgono com’esse stesse vivono
senza scopo e senza quiete.
Così è la vita, così son le persone,
e questi esseri siam noi.
Buoni e cattivi, comunque sorelle e fratelli,
uguali per il Dio dei nostri padri e nostro Padre.
Siam noi, la nostra vita, il nostro cuore,
che ha da imparare
a lottare
per costruire un mondo migliore

(index) DOVE IL NULLA E’ TUTTO 24
Quando la vita incespica
sulla bocca di un uomo
si ricorre a quel Dio lontano
che promette aiuto.
Si pensa ad un mondo diverso
dove il nulla è tutto
e il cuore rinnova il suo ritmo.
L’aria ritorna ad esser gaia,
carezzevole, pura.
Si rinnova la voce
e il richiamo si fa forte.
Fonte senza soste di speranza,
fronte alta, consapevolezza...
La tempesta, ormai lontana,
resta un ricordo da gettare via,
prona la verità
che finalmente abbraccia.
Dio è la vita vera,
il germe dell’immensa grazia,
E’ l’eternità dell’anima
Quando alla sera
tutto tace
e la luce si spegne all’orizzonte,
nascono in cuore
sensazioni nuove,
profonde,
fin qui soffocate
in un intrigo di cose quotidiane,
tese ad assorbire quasi interamente
le facoltà emotive
e l’emozione.
Gioia e croce d’ogni giorno,
stan sospesi
i concetti che frastornano
e tolgono il senso
di un io sicuro e libero
in sintonia con il cielo.
Da sempre si nasce per essere
e si vive
quasi esclusivamente
preoccupandoci di avere...
Questo è l’inganno
che ci fa creature fragili,
corpi bistrattati tra gl’ideali distorti
e le contraddizioni.
Quando ci accorgiamo dell’errore
è quasi sempre troppo tardi
Chiudo gli occhi
e penso
alle tante voci
che non ci raggiungono.
Penso alle mamme
che stringono al petto
l’impronta rimasta
su di un cuscino.
A quelle
che si disfano
del figlio appena nato.
A quelle
che lo buttano in un cesso
quando è ancora
appena generato.
Penso al mostro
latente nell’istinto,
come se l’inferno
l’ospitassimo dentro.
Cane rabbioso che morde
in un modo o nell’altro,
prima o dopo,
senza preavviso,
senz’ombra di rispetto.
La sua rabbia velenosa
colpisce e devasta,
inquieta, maliziosa, vigliacca,
e noi, ignoranti,
colpevolizziamo la vita.
Da tempo, giro e rigiro
lungo i sentieri della mente
Padre,
ma nel mio cuore
una sola versione
emerge evidente.
- Ho bisogno di Te -
Dormo e sogno tutte le cose del mondo,
stupisco
per quel che vedo e sento,
intanto
è sempre più chiaro che,
- Ho bisogno di Te -
Lavoro, scrivo, cammino
nelle ore del giorno.
Alla sera riposo
e lascio spazio al pensiero,
ma basta un momento
per capire di novo
che, sempre,
da sempre e per sempre
- Ho avuto, ho e avrò, bisogno di Te
La poesia è una voce
semplice.
Sgorga dal cuore,
sale, e Ti raggiunge o Padre,
per dirTi grazie
di tutte le bellezze che Hai create.
Per tutte le creature
benedette e salvate.
Grazie per la luna e per le stelle,
per il sole che risplende
e feconda le campagne.
Per i doni che c’invii;
sempre grandi, sempre belli.
Per il sostegno che ci dai.
Per la felicità che infondi
in chi rispetta i Tuoi Comandamenti.
Grazie per i giorni e le stagioni,
i prati verdi e i cieli chiari,
per la pioggia, il mare e i monti.
Per la luce che diffondi intorno a noi,
i Tuoi sussurri, i Tuoi silenzi prodigiosi.
Grazie, per i Tuoi sguardi, i Tuoi segreti.
la Tua vita.
Per la vita sulla terra,
per la Tua tenerezza,
per la comprensione e per la pace
che regali a chi ti segue.
Per la forza che ci viene dal Tuo amore
Per queste e tutte le altre meraviglie,
con tutto il cuore,
Glorioso Padre, GRAZIE.

Se mi avvicino a Te Padre,
una strana sensazione di beatitudine
mi coglie
e sovrasta ogni istinto d’inquietudine.
Mi porta lontano,
verso i segreti
di un mondo tutto nuovo.
Sveglia nel mio animo
un senso d’infinito
e mi trovo viva dentro
come non è mai accaduto.
Una luce diversa
irradia i campi dell’anima
fino a giocare
con la mia psiche arida e provata
dai contrasti quotidiani
dell’esistenza..
Scioglie e plasma
i nodi della durezza,
mi restituisce alla vita
completamente diversa.
Mi rendo conto
che il chiasso del mondo,
non è nulla,
rispetto al silenzio
entro il quale
spesso ti trovo
e con te dialogo,
a cuore aperto, su tutto.
Ed è bello
scoprire come, in realtà,
mi sei vicino, tanto
che posso quasi vederti
senza immaginarti,
ascoltarti, e persino toccarti.
E’ bello aprire le mani
e ricevere i Tuoi doni,
ed anche accettare
i tuoi rimproveri.
E’ bello sentire
la mia fragilità svanire
accanto alla Tua forza universale
Bello è fare le cose
che Tu chiedi di fare
e capire come, incredibilmente,
anche Tu, molte volte
dici a noi “Grazie”
per le cose fatte bene:
ma la cosa più preziosa e più importante
è capire come riesci a voler bene
senza distinzioni, senza preferenze,
persino a chi ti offende.
Per questa Misericordia senza fine,
Papà di Luce,
insegnaci a costruire un mondo migliore.
Una riserva di amore e di pace
per le generazioni future.
Lungo le strade del mondo
la vita cammina inciampando
sulle rovine di un tutto senza nesso.
I marciapiedi son zeppi
di passi stanchi e pensieri
che cercano sbocchi lontani
dai sentieri corrosi
dalle ambiguità e dai rimorsi.
La volontà nascosta
(come l’Alter Ego dell’ipocrisia)
brama a cogliere la mela ancora acerba,
ma l’anima discosta
la sua strada
dai problemi convulsi della folla
e ritorna al silenzio
che la ritempra e la rinnova
Dio promette luce nuova
ai figli che lo cercano per strada.
Noi, vorremmo averne la certezza,
ma si è mai sentito che un Dio giura?
Io ti cercherò
alla foce del tempo, Signore.
Ti chiamerò
per riportarti indietro
e camminare al Tuo fianco
chiusa nel Tuo silenzio
seguendo i ritmi del Tuo esilio
in questo mondo impazzito.
Se vorrai, sarò con Te
quando scoraggiato
avrai bisogno del mio modesto aiuto.
Sopporterò, te lo prometto,
lo strepito del mio cuore buio,
brutalmente umano,
e vincerò il desiderio
di cambiare indirizzo
e ritornare ad essere
quella che adesso sono;:
fantasia del Creato...
La forza dell’amore
prevarrà sull’orgoglio del mio io
e, con il Tuo aiuto,
salirò il monte faticoso del riscatto..
Io sto cercando ancora
il tuo sorriso.
Lo cerco tra le nubi di passaggio,
sperando di vederTi anche per poco
e poi tornar serena al mio lavoro.
Una voce mi raggiunge da lontano,
vibra nell’aria come un dolce canto:
mi perdo tra le note per un momento,
finché rassegnata torno indietro
mentre il pensiero
indugia su nel cielo.
Signore della vita, io ti amo.
Ti cerco dappertutto e non ti trovo.
Sono molto delusa, questo è vero,
ma capisco il Tuo segreto
e lo rispetto.
La preghiera mi riporta
il Tuo sorriso,
mi concilia con il tempo e con lo spazio,
sì che mi basta anche un momento solo
per capire quando e come,
in fondo,
anche se non Ti vedo,
mi respiri accanto
e, di sicuro,
mi sei sempre vicino.

Se un giorno
avrò bisogno d’aiuto;
pensando di rivolgermi in Alto
non dirò:
“Io ne faccio a meno”
L’orgoglio è un consigliere
stupido e maligno.
Cedergli, lo si sa per esteso,
significa sigillarsi
entro uno stato d’animo
occluso,
via dai lumi
che rischiarano il cammino
e dalle voci che fan bello il tempo,
anche se cade pioggia
o se c’è il vento.
DIO
è unico indispensabile Divino.
Chi pensa di non aver bisogno di Lui
è un gran cretino,
e prima o dopo
se ne rende conto.
Dì quel che hai da dire,
ma lascia stare
le voci che non vengono dal cuore.
Lascia che il sussurro
del niente
si rivesta di cose infinite,
tanta è la speranza
che la serenità resti sovrana
nella tua
e nell’altrui esistenza,
poiché nulla cambia,
se nella docilità
della preghiera
non abbandoni te stessa,
fiduciosa e con gioia.
A volte,
si nasce e si muore
senza conoscere
le verità più preziose.

Cristo è anche il vecchio
che si appoggia al muro,
con le gambe tremanti
e la mano che si affanna in un richiamo.
Non fiori o marmi
né noce pregiato
quando non sarà più il caso,
ma dammi un bacio adesso.
Sazia la sete
col solo dono
di cui io ho bisogno.
Stringimi forte,
che io ne porti appresso
tutto l’incanto
come riaverti piccino
sul mio petto,
uomo
che a malapena
mi degni di uno sguardo
Frammenti d’anima
giostrano in aria
con ritmo cadenzato.
Vengono e vanno,
si espandono e dirigono
verso un unico punto
di richiamo,
docili al ritmo melodioso
di un antico canto..
Io seguo quel filo esteso,
sospeso ad indicare un sentiero.
E’ un dono di grazia
lasciato non a caso.
Non porta lontano,
ma raggiunge
un punto preciso,
unico, luminosissimo.
Raggiunge Te, Padre Caro,
nostro Rifugio sicuro.
Lasciati andare
insieme ai raggi del sole,
e con il pensiero
raggiungi l’orizzonte.
Oltre, potrai trovare
incroci a non finire
e le diversità di direzione
confonderanno la tua mente,
ma procedendo con il cuore,
non potrai sbagliare.
Non potrà accadere,
perché comprenderai
come, quel Padre Onnipotente,
non è raggiungibile per mete
né per sofferte attese,
poiché in te si fonde
e in te rimane
quali che siano
le vie delle tue scelte.
Sarà con te per sempre,
e lo farà senza imposizione..
Senza chiederti
niente altro che amore,
donato e ricambiato intensamente,
mentre qua fuori
il mondo disattende
l’unica verità che non è illusione.

Non sono d’indole malinconica
né frustrata,
ma lo sgomento,
mi coglie troppe volte impreparata
di fronte alle tragedie della vita
e mi devasta.
Mi piace ridere, scherzare,
correre, giocare,
anche se non sono più un infante,
ma il mondo frena
questa gioia di vivere.
Mi piace parlare
e soprattutto ascoltare.
Mi piace sentirmi felice
e cogliere la felicità negli occhi della gente.
Ma troppa gente piange Signore...
Mi piace pregare
e prego TE con tutto il cuore
perché c’insegni a vivere,
via dalla guerra e dal rancore
Perché c’insegni a costruire
piramidi d’amore
e vie serene
per un mondo migliore,
ove ogni nazione
sia sigillo di pace.
Se mi cerchi, Padre,
io ci sono
Se mi chiami ti rispondo.
Pur lontan che sia, il Tuo Regno,
Tu raccogli il mio pensiero
e te ne avvali, questo è certo,
ma perché, Padre mio caro,
non Ti rendi più vicino
e visibile al mio sguardo?
Nei segreti del Tuo cielo,
Tu viaggi senza tempo
e ritrovi ogni Tuo figlio,
sia lontano, sia vicino
e se odi un suo richiamo
sai raggiungerlo e ascoltarlo
come il Padre più amoroso
e più tenero del mondo.
Sai seguirlo nell’ignoto
di questo mondo pazzo
per proteggerlo e salvarlo.
Per questo dono immenso,
ed ogni altro incanto,
Se mi parli , io ti ascolto,
Se mi guardi m’inginocchio
e ti chiedo perdono, per me,
per ogni fratello smarrito.
Se mi ascolti, canto un inno.
se comandi ti obbedisco,
e se passi più vicino
ti regalo ogni pensiero
come fosse .un grande libro
dove puoi leggere tutto
sull’abisso minaccioso
che è nel cuore di ogni uomo.
Le ore sono briciole
tra le Tue mani Padre.
Battiti di carne
sull’orologio dell’amore
che le moltiplica e diffonde.
Dolci le acque
a dissetare il cuore
e Tu
respiri nei pensieri
docile e insonne,
vigile ai richiami
di questa umanità
dai tanti volti.
Briciole evolute
secondo i desideri
e le realizzazioni,
o disperati dispersi
nelle oscurità dei sentieri
che Tu non hai visitati.
Briciole
che non han trovato
corpi adatti.
Quel che conta
nel gioco astruso
della vita
è l’armonia interiore
e la speranza;
ma fuggire
da un io che inchioda
la volontà,
non sempre comporta
facilità e vittoria.
Meglio, per prima cosa,
riflettere a lungo
sul grande perché
che ci contrasta
se diamo per scontata
l’esistenza.
Chiara la luce che da lì
si libra,
via celeste in aria,
tutto muta,
se ci si affida con fiducia
alla preghiera
e si ritrova quella forza nuova
per affrontare
e vincere la vita.
Chiudo gli occhi
e vedo prati stanchi
e cieli malinconici.
Viaggio nel tempo
ancorata ad un frenetico
battito d’ali.
verso porti lontani, sconosciuti,
chiusa in un insondabile io,
fragile e schivo
persino nel pensiero.
Assetata,
come fossi in un deserto
senz’acqua e senza meta,
senza una voce a farmi compagni,
vago
legata ad un filo di speranza
per ritrovare la strada.
Ritorno sui passi della terra,
pecorella smarrita
nei labirinti dell’ipocrisia,
sperando d’esser diventata buona.
(index) PONI IL TUO SIGILLO 47
Al riso del bambino,
aggiungi o Padre,
il colore del Tuo amore
e che sia aurora perenne
sulla vita di chi ti appartiene.
Dell’ingiustizia, il grido
resti in bilico
tra i solchi disastrati del pensiero
e all’amare memorie
che fioriscono dall’oltre
e si rinnovano,
poni il Tuo Sigillo.
Sia voce soave
a tanta attesa pace,
il nostro pianto di gioia senza fine,
sì che dal cuore sgorghi
ancor più forte
l’inno di lode
che Ti rende grazie.
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Dio, aiutami
a non essere
solo silenzio
In copertina: ......................................
del pittore e scultore Prof. FLAVIO MELANI
all'interno "disegni di ELISA FAINI"